{"id":220,"date":"2017-08-30T11:49:09","date_gmt":"2017-08-30T09:49:09","guid":{"rendered":"http:\/\/andrearota.it\/?page_id=220"},"modified":"2018-01-29T22:13:09","modified_gmt":"2018-01-29T21:13:09","slug":"storie-di-una-vita-mai-vissuta","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/andrearota.it\/?page_id=220","title":{"rendered":"Story of my fake life"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-560 size-medium\" src=\"http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/faccia-di-sasso-650x471-300x217.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/faccia-di-sasso-650x471-300x217.jpg 300w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/faccia-di-sasso-650x471.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/h2>\r\n<h2 style=\"text-align: center;\">La storia di Giulio<\/h2>\r\nC\u2019era una volta un Sasso di nome Giulio, aveva trentotto anni e viveva sulla riva di un torrente in Nuova Zelanda.\r\n\r\nGiulio passava le sue giornate a osservare e ascoltare la natura, anche perch\u00e9 poteva fare solo quello. In tutti quei trentotto anni non aveva mai potuto vedere nient\u2019altro se non quel torrente, non aveva n\u00e9 braccia n\u00e9 gambe e non poteva muoversi.\r\nOgni mattina vedeva tutti gli animali del bosco arrivare per abbeverarsi provando grandissima invidia nei loro confronti. Odiava la sua vita e non riusciva pi\u00f9 a vivere con se stesso: era un sasso grande, uno di quelli pesanti, che neanche il vento o la tempesta riuscivano a spostare. Era destinato a vivere tutta la sua vita nello stesso identico punto.\r\nUn giorno tutto a un tratto, una forte burrasca gli fece capitare accanto Ghiaia, una giovane sassolina dal sorriso pietrificante. Quello fu il giorno pi\u00f9 bello di tutta la vita di Giulio, mai avrebbe pensato di poter parlare con un altro sasso, sopratutto con uno bello come Ghiaia. Passarono molti giorni a raccontarsi le loro esperienze. Lei, sassolina piccola e leggera, grazie ai forti venti del sud, negli anni aveva girato il mondo: Russia, Tibet, Nepal, Cina, finendo un giorno su un container di una nave cargo, che la fece approdare in Nuova Zelanda. Aveva amato ogni posto in cui era stata: luoghi, ambienti e animali diversi le avevano permesso di guardare la vita da moltissimi punti di vista, cosa che per\u00f2 Giulio non aveva mai potuto fare. Ghiaia promise a Giulio che se l\u2019avesse seguita nel suo prossimo viaggio, lo avrebbe sposato. Lui inizi\u00f2 a piangere, pensando che fosse l\u2019ennesima presa in giro, ma lei non stava scherzando, e gli disse che da l\u00ec a poco sarebbe arrivato un fortissimo uragano che avrebbe potuto spostare entrambi verso una nuova destinazione. Giulio per prima cosa chiese consiglio a Rocko, il sasso pi\u00f9 anziano e grande di tutta la valle.\r\n\r\nGiulio: \u201cRocko, cosa devo fare? Ho sempre voluto andarmene da qui, ma ora che ne ho davvero la possibilit\u00e0 non so se sono pronto, vorrei vedere altri luoghi e soprattutto sposarmi con Ghiaia.\u201d\r\n\r\nRocko: \u201cSenti figliolo, mi ricordo ancora il giorno in cui sei nato. Ci fu una frana gigantesca e tu riuscisti a uscirne sano, bello e forte. Io ormai sono quasi tre milioni di anni che sono fermo nello stesso punto; all\u2019arrivo delle grandi catastrofi ho sempre pregato per rimanere il sasso pi\u00f9 grande di tutti, escludendomi sempre la possibilit\u00e0 di frantumarmi e di poter viaggiare per il mondo. Oggi sono colui che ha visto pi\u00f9 animali, giorni e stagioni di tutti, ma, se devo essere sincero, non ho mai visto e n\u00e9 provato niente per cui valga la pena vivere davvero. Quindi vai, non ci pensare, parti, esplora e coltiva il vostro amore, vedrai che non te ne pentirai!\u201d\r\n\r\nDopo aver chiesto consiglio al suo amico, si convinse e comunic\u00f2 la notizia a Ghiaia, cos\u00ec iniziarono a prepararsi per il grande uragano. Arriv\u00f2 puntuale e loro non si fecero trovare impreparati, anche se tutto sommato Giulio aveva molta paura, per lui era la prima volta. L\u2019aria inizi\u00f2 a cambiare, il sole spar\u00ec in un istante e si ud\u00ec un forte frastuono, era arrivato! Iniziarono a strisciare per terra e subito dopo furono scaraventati nel vortice che stava viaggiando a pi\u00f9 di duecento chilometri orari verso un luogo sconosciuto. Giulio pianse per tutto il viaggio e Ghiaia, che non aveva mai visto piangere un sasso, rise per tutto il tempo.\r\nFinirono su una spiaggia, una di quelle bianche caraibiche e poco affollate. Finalmente Giulio ce l\u2019aveva fatta e sopratutto adesso poteva sposare la sassolina pi\u00f9 bella di tutta la Nuova Zelanda.\r\nIl matrimonio fu uno dei giorno pi\u00f9 belli della loro vita; tutto and\u00f2 alla perfezione e niente avrebbe potuto rovinare le loro vite, finch\u00e9 non scoprirono che stava per arrivare una tormenta che avrebbe potuto dividerli per sempre. La tormenta arriv\u00f2, ma fu pi\u00f9 lieve del previsto, Giulio non si spost\u00f2 neanche di un millimetro, ma Ghiaia, essendo molto pi\u00f9 leggera venne scaraventata in aria e successe una delle cose pi\u00f9 inaspettate della loro vita. In gergo, viene chiamato \u201csesso fra sassi\u201d e consiste nella scissione di un grande sasso in parti pi\u00f9 piccole, tutto questo, per\u00f2, \u00e8 frutto della sola fortuna, in quanto i sassi non possono n\u00e9 gestirlo n\u00e9 deciderlo.\r\nFu cos\u00ec che dalla tragedia, che avrebbe potuto separarli per sempre, nacquero Sasso e Lino, due splendidi gemelli monozigoti veramente ben proporzionati.\r\nGiulio aveva vinto, la sua vita in pochissimo tempo era diventata perfetta. Non avrebbe potuto chiedere di meglio, finch\u00e9 un giorno un ragazzo, un essere umano, si avvicino a lui e scommettendo con gli amici, decise di lanciarlo in acqua il pi\u00f9 lontano possibile.\r\nGiulio aveva sempre odiato gli umani: erano capaci di correre, arrampicarsi, viaggiare e perfino decidere di poter avere un figlio, ma sopratutto erano insolenti e maleducati in particolare con i sassi, perch\u00e9 li usavano solo per sedersi o per urinarci sopra.\r\nE fu cos\u00ec che improvvisamente Giulio si ritrov\u00f2 scaraventato in acqua, e come tutti sappiamo, and\u00f2 immediatamente a fondo, morendo affogato in pochi minuti.\r\nPerch\u00e9 alla fine, bisogna ricordare che Giulio era un sasso di montagna, e i sassi di montagna, in acqua, non sanno respirare.\r\n\r\n<hr \/>\r\n\r\n<h2 style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-456 size-medium\" src=\"http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/io-e-keira2-1-300x272.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"272\" srcset=\"http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/io-e-keira2-1-300x272.jpg 300w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/io-e-keira2-1-768x696.jpg 768w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/io-e-keira2-1-1024x928.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/h2>\r\n<h2 style=\"text-align: center;\">Minghia il Graken<\/h2>\r\nCaraibi occidettantali, 1937\r\n<p style=\"text-align: left;\">Io e Gheira Nitely ci eravamo appena conosciuti\u2026io ero molto emozionato, lei un un p\u00f2 di meno; anzi in realt\u00e0 a lei non fregava un cazzo di me, ma va be, come biasimarla, in fondo non poteva sapere a quello che sarebbe successo da li a pochi anni (matrimonio, figli, cane e barca nuova)\r\nL\u2019avevo vista pochi giorni prima a Porto Porta e mi ero innamorato immediatamente\u2026alta 1.70, 54 kg da bagnata (da bagnata\u2026) denti storti e testa piccola; insomma ero io ma versione donna (o forse era lei che sembrava me, se fosse nata uomo\u2026.mmmmmm non saprei)\r\nPer l\u2019uscita avevo affittato la barca migliore che c\u2019era, dopo circa 4 ore di aperitivo avevo bevuto 6 Estath\u00e8 al limone, e non vi nascondo che non capivo pi\u00f9 un cazzo, ma l\u2019obiettivo di giornata non me lo sarei certo dimenticato: \u201cchiavare Gheira Nitely nel Mar dei Caraibi\u201d (ho fatto la rima, pi\u00f9 o meno)\r\nE fu cos\u00ec che una delle donne pi\u00f9 temute dei Sette mari, dopo anni di storie e leggende, vide per la prima volta, la bestia pi\u00f9 incredibile del Mar dei Caraibi\u2026Il MIO GRAKENNNNNN<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">\u266b \u201cSi Gheira sii&#8230;ahhh Gheira brava cos\u00ec..\u201d \u266b<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0Quella notte, in tutto l\u2019oceano, rieccheggi\u00f2 questa canzone.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: right;\">Foto by Johnny Sborrow<\/p>\r\n&nbsp;\r\n\r\n<hr \/>\r\n\r\n<h2 style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-366\" src=\"http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/10453-copia-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/10453-copia-300x188.jpg 300w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/10453-copia-768x480.jpg 768w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/10453-copia-1024x640.jpg 1024w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/10453-copia.jpg 1680w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/h2>\r\n<h2 style=\"text-align: center;\"><strong>300 Meno 1<\/strong><\/h2>\r\nBattaglia delle Termopoli 480 a.C.\r\n\r\nRe Leo quella mattina era particolarmente sereno, forse perch\u00e9 assolutamente certo che avremmo sconfitto l\u2019esercito di Serse, e senza nemmeno troppe avversit\u00e0\u2026\r\nEravamo i 300 soldati migliori di Sparta, ma non vi nascondo che eravamo molto tesi.\r\nGrossi, arroganti e uniti dall\u2019odio verso quei secchi del cazzo di Persiani\u2026partimmo: botte su botte e sangue su sangue; dopo 2 ore contavamo pi\u00f9 Persiani morti di quelli vivi, e fu cos\u00ec che il terrore si trasform\u00f2 in gioia, seguito da un gran momento di disagio:\r\n\r\nKing Leo:\u00a0 \u201ci Persiani hanno Perso?\u201d\r\n\r\nSpartani:\u00a0 \u201cSi, i Persiani hanno perso\u201d\r\n\r\nKing Leo: \u201cE qualcuno di noi si \u00e8 perso?\u201d\r\n\r\nSpartani:\u00a0 \u201cAbbiamo perso un Persiano\u201d\r\n\r\nKing Leo: \u201cChi?\u201d\r\n\r\nSpartani: \u201cPerseo\u201d\r\n\r\nKing Leo: \u201cOk\u201d\r\n\r\nDopo essere sicuri che i Persiani avessero perso, e che noi avessimo perso Perseo iniziammo a festeggiare, costruendo il famoso Persian Wall (in foto, alle mie spalle)\r\n\r\nQuesta battaglia ci dimostra che il coraggio, la tenacia e la determinazione possono far trionfare 300 uomini contro 10mila, in una guerra spietata.\r\n\r\nAnche se alla fine la morale \u00e8 solo una:\r\n\r\nChe cazzo di senso ha essere in 299 soldati Spartani\u2026se poi non hai un secco del cazzo come me (54kg peso forma) che immortala il \u201cSELFIE DELLA VITTORIA\u201d?!\r\n\r\n<strong>#ESSERCIPERESSERERICORDATI<\/strong>\r\n\r\n<hr \/>\r\n\r\n<h2 style=\"text-align: center;\"><\/h2>\r\n<h2 style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-296 size-medium\" src=\"http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/La-balena-delle-svalbard-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/La-balena-delle-svalbard-300x300.jpg 300w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/La-balena-delle-svalbard-150x150.jpg 150w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/La-balena-delle-svalbard-768x768.jpg 768w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/La-balena-delle-svalbard-1024x1024.jpg 1024w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/La-balena-delle-svalbard-533x533.jpg 533w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/La-balena-delle-svalbard-640x640.jpg 640w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/La-balena-delle-svalbard-864x864.jpg 864w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/h2>\r\n<h2 style=\"text-align: center;\"><strong>La balena delle Svalbard<\/strong><\/h2>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Marcus era un ciccione di 140 kg che abitava alle isole Svalbard, era un ragazzo simpatico e generoso ma nel suo piccolo paese questo non importava, tutti lo prendevano in giro perch\u00e9 pesava quanto un orso polare e probabilmente mangiava anche di pi\u00f9.\r\nIl vero problema di Marcus si present\u00f2 quando, finite le scuole superiori, decise di prendersi un anno di pausa e di dedicarsi al suo corpo, assumendo un personal trainer che lo avrebbe seguito in questo suo percorso.\r\nMarcus ogni giorno si allenava e continuava a fare sport con il personal trainer, senza per\u00f2 grandi risultati.\r\nDopo circa 6 mesi il personal trainer inizi\u00f2 a chiedersi come fosse possibile che Marcus non perdesse peso nonostante la grande attivit\u00e0 fisica; quello che per\u00f2 non sapeva, \u00e8 che quel ciccione di Marcus, finito l\u2019allenamento tornava a casa, e mangiava il doppio di prima, mantenendo il solito peso.\r\nAll\u20198 mese il personal trainer scopr\u00ec questa grande presa in giro, e decise di non lavorare pi\u00f9 con Marcus. Arrabbiato e deluso decise di raccontare la vicenda a tutto il paese: che torn\u00f2 a prendere in giro Marcus, e cos\u00ec \u201cMarcus l\u2019orso polare\u201d divenne: \u201cMarcus, La Balena delle Svalbard\u201d.\r\nDopo tutto questo, quel povero ciccione di Marcus, pens\u00f2 anche al suicidio talmente era distrutto; ma per fortuna intervenne Marculinas: la sorella pi\u00f9 piccola, e dopo un bellissimo discorso sul valore della vita, lo convinse a reagire, e a rimettersi in gioco.\r\nEra l\u2019inizio del 9 mese, Marcus richiam\u00f2 il personal trainer per scusarsi e per chiedergli di tornare ad allenarlo.\r\nIl personal accett\u00f2, e cos\u00ec tornarono a fare attivit\u00e0 fisica, ne fecero addirittura molta pi\u00f9 di prima, e oltre a questo finalmente, Marcus aveva iniziato anche a rispettare la dieta.\r\nIn poco pi\u00f9 di mese Marcus perse pi\u00f9 di 30kg, era felice e veramente motivato, ormai nessuno lo prendeva pi\u00f9 in giro.\r\nSi concluse l\u2019anno di \u201criposo\u201d; Marcus per\u00f2 aveva buttato 9 mesi interi di allenamento, e non era ancora al top della forma fisica; per\u00f2 non moll\u00f2 e and\u00f2 avanti, sempre pi\u00f9 motivato, a tal punto di trovare un lavoro e anche una fidanzata.\r\nE fu cos\u00ec che: un personal trainer, un lavoro e una fidanzata riuscirono a far perdere 70 kg ad un ragazzo ciccione, obeso e affamato, nonostante gli insulti e le prese in giro di un paese intero, che non credeva in lui.\r\nPoi va be, forse bisognerebbe specificare che Marcus fu assunto come \u201ccercatore di aghi nei pagliai\u201d, cosa che comporta un grande dispendio di energie fisiche e mentali; ah e la fidanzata, era una giovane pornostar Statunitense di fama internazionale, che per\u00f2 trasferitasi alle Isole Svalbard, per mancanza di attori maschili dovette andare in \u201cpensione\u201d, portando allo stremo ogni giorno, il povero Marcus.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: right;\">(Progetto scolastico)<\/p>\r\n\r\n\r\n<hr \/>\r\n\r\n&nbsp;\r\n<h2 style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-298 size-medium\" src=\"http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Lui-Gino-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Lui-Gino-300x300.jpg 300w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Lui-Gino-150x150.jpg 150w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Lui-Gino-768x768.jpg 768w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Lui-Gino-1024x1024.jpg 1024w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Lui-Gino-533x533.jpg 533w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Lui-Gino-640x640.jpg 640w, http:\/\/andrearota.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Lui-Gino-864x864.jpg 864w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/h2>\r\n<h2 style=\"text-align: center;\"><strong>Lui Gino<\/strong><\/h2>\r\nLui (nome) Gino (cognome) era un ragazzo del Nicaragua che viveva in una palafitta fatta di paglia e argilla, situata nel lago Lago (nome del lago) .\r\nLui era un ragazzo simpatico, intelligente, ambizioso, intuitivo e positivo\u2026 ma molte volte si dimostrava veramente immaturo e poco serio: come quella volta che per scherzo incendi\u00f2 la sua palafitta mentre giocava, e per rimediare al danno, decise di tagliare i pali che sostenevano la casetta, cos\u00ec da far bagnare il tetto e spegnere l\u2019incendio; subito dopo per\u00f2 si accorse che cos\u00ec facendo Lui non aveva pi\u00f9 una casa in cui vivere, e cos\u00ec, stupidamente decise di recarsi da una povera vecchietta che abitava dall\u2019altra parte del lago per ucciderla e continuare a vivere serenamente la sua vita in una bellissima palafitta.\r\nAlcuni giorni dopo gli abitanti del lago Lago iniziarono a cercare la vecchietta senza sosta, ma niente, la povera signora non venne mai ritrovata; Lui assalito da un immenso senso di colpa decise di rivelare a tutti cosa aveva fatto\u2026gli abitanti del lago subito dopo la sua confessione decisero di ucciderlo, buttandolo gi\u00f9 dalla palafitta pi\u00f9 alta del lago.\r\nIl problema di questa storia \u00e8 che come sappiamo tutti le palafitte stanno in acqua, e quando gli abitanti buttarono Lui dal tetto pi\u00f9 alto della comunit\u00e0\u2026.Lui non si fece niente e riusc\u00ec a scappare!\r\n\r\nQuindi la morale \u00e8 questa:\r\nNon importa che tu abbia 6 talenti fantastici, se nonostante tutto, tu sia bacato nelle aree di miglioramento che ti permettono di essere una persona migliore, e non ti facciano fare stronzate nella vita\u2026 perch\u00e9 tanto ci sar\u00e0 sempre qualcuno pi\u00f9 stupido di te, che cercher\u00e0 di ucciderti senza pensare a come farlo.\r\n\r\nE ricordate che l\u2019importante \u00e8\u2026come diceva Lui Gino\r\n\r\nStay Hungry\r\nStay Foollish\r\nStay Lui Gino\r\n<p style=\"text-align: right;\">(Progetto scolastico)<\/p>\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 2294px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 40px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 40px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 40px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 1027px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 843px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 923px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 40px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 963px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 40px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 40px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 40px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 40px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 40px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 40px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 40px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 40px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 40px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 40px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; top: 40px; left: 317px;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;\">Salva<\/span>\r\n\r\n<span style=\"border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;\">Salva<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia di Giulio C\u2019era una volta un Sasso di nome Giulio, aveva trentotto anni e viveva sulla riva di un torrente in Nuova Zelanda. Giulio passava le sue giornate a osservare e ascoltare la natura, anche perch\u00e9 poteva fare solo quello. In tutti quei &hellip; <a href=\"http:\/\/andrearota.it\/?page_id=220\" class=\"more-link\"><span>Continue reading<span class=\"screen-reader-text\">Story of my fake life<\/span><\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/andrearota.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/220"}],"collection":[{"href":"http:\/\/andrearota.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/andrearota.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/andrearota.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/andrearota.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=220"}],"version-history":[{"count":54,"href":"http:\/\/andrearota.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/220\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":562,"href":"http:\/\/andrearota.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/220\/revisions\/562"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/andrearota.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=220"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}